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Immagina di arrivare in Inghilterra il 1° maggio e scoprire che la scuola è aperta, i negozi pure e nessuno intorno a te sembra accorgersi che è la Festa dei Lavoratori. Oppure di trovarti a metà marzo circondato da mazzi di fiori, biglietti augurali e ristoranti esauriti, senza capire cosa stia succedendo. Le feste in Inghilterra – e più in generale le feste nel Regno Unito – seguono una logica tutta loro e capirla prima di partire fa la differenza tra sentirsi spaesati e sentirsi davvero a casa.

In questo articolo trovi una guida completa al calendario britannico:

  • come funziona il sistema dei bank holidays
  • quando si festeggiano mamma, papà e nonni (con le date esatte)
  • cosa non esiste nel calendario inglese e cosa c’è al suo posto
  • le due ricorrenze che solo vivendo in UK capisci davvero

In fondo trovi due schemi riepilogativi: uno sui bank holidays ufficiali divisi per nazione, uno sulle ricorrenze culturali con il confronto rispetto all’Italia.

Un negozio chiuso per bank holiday in Inghilterra durante il periodo natalizio: insegna "Sorry we're closed but still awesome"

Bank holidays: come funziona il calendario festivo nel Regno Unito

Nel Regno Unito i giorni festivi si chiamano bank holidays – letteralmente ‘ferie bancarie’. Il nome viene dalla legge del 1871 con cui il banchiere e parlamentare Sir John Lubbock istituì per legge alcuni giorni di riposo per i dipendenti delle banche.

Il motivo era bizzarro: voleva che potessero assistere alle partite di cricket. La popolazione fu così grata che per qualche tempo quei giorni vennero chiamati St. Lubbock’s Days. Con il tempo le bank holidays furono estese a tutti i lavoratori e oggi sono il pilastro del calendario festivo britannico.

Poche feste, ma con una garanzia che in Italia non esiste

La prima differenza che colpisce un italiano è la quantità. Inghilterra e Galles hanno di norma solo 8 bank holidays l’anno, la Scozia ne ha 9 e l’Irlanda del Nord 10, con alcune date diverse. Per esempio, il lunedì di Pasqua non è festivo in Scozia, mentre il 30 novembre (festa di Sant’Andrea) lo è solo lì.

C’è però un meccanismo che in Italia non esiste: se una bank holiday cade di sabato o domenica, non si perde. Viene spostata automaticamente al lunedì successivo, che prende il nome di substitute day (giorno sostituto). Il governo lo annuncia ogni anno tramite un comunicato ufficiale. Natale cade di domenica? Nessun problema: il recupero è garantito per legge.

Vale la pena sottolinearlo: i bank holidays sono gli unici giorni in cui scuole, banche e molti uffici sono generalmente chiusi, mentre negozi e altre attività possono restare aperti. Tutte le altre ricorrenze, per sentite che siano, non comportano interruzione della vita quotidiana. La scuola è aperta, si lavora normalmente.

Questa distinzione è fondamentale per capire il calendario britannico ed è il filo che tiene insieme tutto quello che leggi qui sotto.

Mamma, papà, nonni: il calendario di famiglia in Inghilterra

Queste ricorrenze esistono tutte, ma cadono in date diverse dal calendario italiano. Come in Italia, sono feste nel senso più autentico del termine – celebrazioni che le famiglie vivono con cura. Non comportano però chiusure ufficiali: la scuola è aperta, la vita scorre normalmente.

La Simnel Cake, il dolce tradizionale della Festa della Mamma in Inghilterra: torta di frutta e marzapane decorata con undici palline che rappresentano gli apostoli

Festa della mamma in Inghilterra: origini medievali e una data mobile

In Italia la Festa della Mamma cade la seconda domenica di maggio. Nel Regno Unito no. Si chiama Mothering Sunday e cade la quarta domenica di Quaresima, quindi di solito tra metà marzo e inizio aprile. La data cambia ogni anno.

Le origini risalgono al Medioevo: in quel giorno i fedeli tornavano nella loro mother church, la chiesa in cui erano stati battezzati. Tra il XVI e il XVII secolo la ricorrenza si trasformò in qualcosa di più familiare. Chi lavorava lontano da casa – bambini mandati come apprendisti, ragazze assunte come domestiche – riceveva il permesso di tornare dalla propria madre per un giorno. Lungo la strada raccoglieva fiori selvatici da portare in dono.

Nacque così una tradizione che arrivò fino a noi, anche se rischiò di sparire nel Novecento. A ravvivarla furono i soldati americani di stanza in Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale, che ringraziavano le famiglie ospitanti seguendo l’usanza americana del Mother’s Day. Da quel momento le due tradizioni si fusero.

Oggi si festeggia con gesti precisi e qualche dolce che non si trova altrove:

  • colazione a letto preparata dai figli
  • pranzo fuori – i ristoranti si prenotano con settimane di anticipo – o il tradizionale Sunday Roast cucinato in famiglia
  • Simnel Cake: torta a base di frutta e marzapane con undici palline che rappresentano gli apostoli (Giuda escluso)
  • Mothering Bun: un dolce tipico originario di Bristol.

Festa del papà in Inghilterra: a giugno, non a marzo

In Italia il papà si festeggia il 19 marzo, giorno di San Giuseppe. Nel Regno Unito – come negli Stati Uniti – il Father’s Day cade la terza domenica di giugno, quindi tra il 15 e il 21 giugno a seconda dell’anno.

La storia nasce in America nel 1910, quando Sonora Smart Dodd propose di dedicare una festa ai padri dopo aver ascoltato un sermone per la Festa della Mamma. Volle che la data coincidesse con il compleanno di suo padre, un veterano della guerra civile che aveva cresciuto da solo sei figli dopo la morte della moglie. Il Regno Unito adottò rapidamente la stessa data.

Il regalo tradizionale per eccellenza nel Regno Unito? La cravatta. Spesso la più ridicola possibile.

Festa dei nonni in Inghilterra: la prima domenica di ottobre

Il Grandparents’ Day britannico esiste dal 1990 e dal 2008 si celebra la prima domenica di ottobre. Si festeggia con gesti semplici: una visita, un pranzo insieme, un disegno fatto dai nipoti. I fiori sono il regalo più comune. Il simbolo internazionale della giornata è il forget-me-not, il nontiscordardimé.

Cosa non trovi in Inghilterra – e cosa c’è al suo posto

Alcune feste che per un italiano sono punti fermi del calendario nel Regno Unito non esistono, oppure esistono in forma così diversa da essere quasi irriconoscibili. Conoscere queste differenze è utile in pratica: evita malintesi e aiuta a capire la cultura inglese.

Il 1° maggio non è la Festa del Lavoro

La Festa del Lavoro nel senso in cui la intendiamo noi – con il suo peso storico e i cortei – non fa parte della tradizione britannica.

Il primo lunedì di maggio è sì un bank holiday (l’Early May Bank Holiday), ma è una pausa primaverile senza connotazioni politiche. Niente cortei, niente discorsi. La data fu aggiunta al calendario britannico solo nel 1978 e non ha mai assunto il significato simbolico che ha in Italia o in Francia.

Il Ferragosto non esiste

Il 15 agosto è un giorno lavorativo ordinario. Nessuna festa, nessuna chiusura generalizzata, nessun esodo estivo collettivo. Il concetto stesso di Ferragosto – con le sue radici nelle Feriae Augusti romane – è del tutto estraneo alla tradizione britannica.

La pausa estiva ha comunque il suo momento ufficiale: l’ultimo lunedì di agosto è il Summer Bank Holiday. In quel weekend Londra ospita il Notting Hill Carnival, il festival caraibico più grande d’Europa, nato nel 1966 dalla comunità delle Indie Occidentali. Colori, musica, costumi, cibo di strada: è la risposta britannica all’estate, rumorosa e impossibile da ignorare.

Hogmanay: il Capodanno scozzese

A Londra il Capodanno inglese significa fuochi d’artificio sul Tamigi e grandi concentramenti in piazza. Spettacolare. Eppure non è qui che si vede l’anima delle tradizioni britanniche.

È in Scozia che le cose si fanno davvero interessanti. L’Hogmanay scozzese è una celebrazione che dura fino a tre giorni, con falò, sfilate e la tradizione del First Footing: il primo ospite che varca la soglia di casa dopo la mezzanotte porta carbone, pane, sale e whisky – ognuno con un significato augurale preciso.

Il 1° gennaio, a South Queensferry, nell’area di Edimburgo, si tiene il Loony Dook: una nuotata collettiva in costume nel gelido estuario del Forth. Partecipazione volontaria. Ma chi l’ha fatto almeno una volta dice che non ha rimpianti.

Le feste che solo vivendo in Inghilterra capisci davvero

Ci sono due ricorrenze che non hanno equivalente nel calendario italiano. Non sono bank holidays e tuttavia sono tra le più sentite dell’intero anno britannico. Chi studia in Inghilterra le vive dall’interno – in famiglia ospitante, con i compagni di scuola britannici – e spesso restano tra i ricordi più vividi di un anno di studio in Inghilterra. La differenza tra viverle con consapevolezza o subirle passivamente è tutta nel sapere cosa aspettarsi.

Bonfire Night: fuoco, polvere da sparo e una filastrocca da brividi

«Remember, remember, the fifth of November». Ogni bambino inglese conosce questa filastrocca a memoria. Il 5 novembre si celebra la Guy Fawkes Night, conosciuta anche come Bonfire Night (notte dei falò).

La storia risale al 1605, quando un gruppo di cospiratori tentò di far esplodere il Parlamento. Il piano – la Gunpowder Plot, Congiura delle Polveri – fu sventato grazie a una lettera anonima. Guy Fawkes, trovato a guardia dei 36 barili di esplosivo nascosti sotto la Camera dei Lord, fu giustiziato. Il Parlamento istituì subito una festa per celebrare lo scampato pericolo.

Da allora il 5 novembre si accendono falò in tutto il Paese. La tradizione vuole che i bambini costruiscano un fantoccio di Guy Fawkes – il guy – lo portino in giro chiedendo monete con il grido «a penny for the guy!» e lo brucino in cima al falò. I fuochi d’artificio sono protagonisti ovunque. La celebrazione più spettacolare si tiene a Lewes, nel Sussex: processioni in costume storico, falò imponenti, torce accese per le strade.

Il cibo della serata? Jacket potatoes (patate al forno con burro e formaggio), mele caramellate e parkin, una torta di farina d’avena e melassa tipica dello Yorkshire.

Remembrance Day e Remembrance Sunday: il silenzio dell’undicesima ora

L’11 novembre si celebra l’Armistice Day, chiamato anche Remembrance Day (o Poppy Day, il giorno dei papaveri), che ricorda l’armistizio della Prima guerra mondiale e commemora chi ha perso la vita nei conflitti successivi.

La data non è casuale: alle 11 dell’11/11/1918 i cannoni del fronte occidentale smisero di sparare. Da allora, ogni anno a quell’ora esatta, il Regno Unito osserva due minuti di silenzio. Ci si ferma ovunque – nelle scuole, negli uffici, nelle strade. Anche in classe. Non per legge, ma per un senso civico così diffuso da essere praticamente universale.

Il simbolo è il papavero rosso (poppy). La tradizione nasce dalla poesia In Flanders Fields, scritta nel 1915 dal medico canadese John McCrae sui campi di battaglia delle Fiandre. Dal 1921 la Royal British Legion vende spille a forma di papavero per raccogliere fondi a favore dei veterani: nel mese di novembre le vedrai praticamente su tutti.

La principale cerimonia nazionale si tiene invece durante il Remembrance Sunday, la seconda domenica di novembre, al Cenotafio di Whitehall, a Londra, con la famiglia reale e il primo ministro. Ogni piccola comunità ha però il suo monumento ai caduti e la sua corona di papaveri. È uno di quei momenti in cui il Regno Unito mostra un lato silenzioso e commosso che difficilmente si dimentica.

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Il Natale britannico: familiare, ma con qualche sorpresa

Il Natale in Gran Bretagna è la festa più attesa dell’anno, proprio come da noi. Albero, decorazioni, regali – fin qui tutto riconoscibile.

Il 25 dicembre a pranzo si mangia roast turkey (tacchino arrosto) con patate al forno, stuffing (ripieno di pane ed erbe aromatiche) e gravy (salsa di carne). Il dolce è il Christmas pudding, budino speziato fiammeggiato con il brandy. All’interno del budino è nascosta una monetina d’argento portafortuna.

A tavola non mancano i Christmas crackers: tubetti di carta colorata che due persone tirano da parti opposte finché non si rompono con un piccolo scoppio. Dentro c’è sempre un cappellino di carta, una barzelletta e un regalino. Indossare il cappellino durante il pranzo è la tradizione non scritta ma universalmente rispettata: nessuno si tira indietro.

Il 25 dicembre alle 15 va in onda il discorso del re (King’s Speech) sulla BBC: una delle tradizioni più longeve del calendario britannico, iniziata nel 1932 da re Giorgio V con un testo scritto da Rudyard Kipling.

La vera sorpresa per un italiano è però il 26 dicembre: il Boxing Day. In Gran Bretagna è un bank holiday tra i più vivaci dell’anno. Secondo una delle spiegazioni più diffuse, il nome deriva dall’antica usanza di donare ai dipendenti e ai poveri una box – una scatola – con regali e avanzi del pranzo di Natale. Oggi è sinonimo di saldi, calcio (tradizionalmente protagonista delle festività del Boxing Day) e corse di cavalli.

L'Apple Market di Covent Garden a Londra addobbato per il Natale, con campane dorate e luci festive tra la folla

Uno schema per fare chiarezza

Bank holidays ufficiali per nazione

Festività Data Inghilterra e Galles Scozia Irlanda del Nord
Capodanno (New Year’s Day) 1 gennaio
2 gennaio 2 gennaio
San Patrizio (St. Patrick’s Day) 17 marzo
Venerdì Santo (Good Friday) variabile  ✓
Pasquetta (Easter Monday) variabile
Early May Bank Holiday 1° lunedì di maggio
Spring Bank Holiday ultimo lunedì di maggio
Battle of the Boyne 12 luglio
Summer Bank Holiday ultimo lunedì di agosto
Summer Bank Holiday Scozia 1° lunedì di agosto
Festa di Sant’Andrea (St. Andrew’s Day) 30 novembre
Natale (Christmas Day) 25 dicembre
Boxing Day 26 dicembre

Ricorrenze culturali: date e confronto con l’Italia

Questo schema mette a confronto alcune delle principali ricorrenze britanniche con quelle italiane, indicando anche quando si tratta di bank holidays.

Ricorrenza Nome inglese Data in Gran Bretagna Data in Italia
Festa della Mamma Mothering Sunday 4ª domenica di Quaresima (marzo-aprile) 2ª domenica di maggio
Festa del Papà Father’s Day 3ª domenica di giugno 19 marzo
Festa dei Nonni Grandparents’ Day 1ª domenica di ottobre 2 ottobre
Notte dei Falò Bonfire Night 5 novembre Non esiste
Remembrance Day Remembrance Day 11 novembre Non esiste
Boxing Day Boxing Day 26 dicembre (bank holiday) Non esiste
Ferragosto Non esiste 15 agosto
Festa del Lavoro Early May Bank Holiday 1° lunedì di maggio (bank holiday, senza significato politico) 1° maggio

Capire queste ricorrenze non è solo una questione pratica. È capire come un popolo organizza il tempo, cosa considera degno di pausa collettiva e cosa invece lascia al ritmo ordinario della settimana. La lingua vive dentro queste tradizioni inglesi – nei rituali, nelle filastrocche che ogni bambino conosce a memoria, negli odori del Christmas pudding. Chi vuole davvero imparare l’inglese (magari proprio con un corso di lingua in Inghilterra) sa che la grammatica è solo il punto di partenza: il resto si impara vivendo un soggiorno nel Paese.

Annalisa Bruni

Author Annalisa Bruni

Amo viaggiare e far viaggiare gli altri. Editor e autrice di guide turistiche, appassionata di Oriente e sempre curiosa di scoprire nuovi mondi, collaboro con WEP per accompagnare con i miei articoli i lettori che vogliono trasformare in realtà il sogno di un'esperienza all'estero.

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