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Certi posti li hai già visti mille volte prima di metterci piede. La Gran Bretagna è uno di questi: i simboli inglesi e britannici – la bandiera a croci sovrapposte, le cabine rosse, persino il fish and chips – sono così radicati nell’immaginario collettivo da sembrare quasi universali. Eppure, dietro ognuna di queste icone c’è una storia che vale la pena conoscere.

In questo articolo troverai:

  • La bandiera inglese e la Union Jack
  • Il simbolo della sterlina inglese e la sua origine
  • I simboli più conosciuti della cultura britannica
  • Halloween: origini e vocaboli chiave in inglese

Bandiera, simboli inglesi e identità

Se pensi alla bandiera inglese, probabilmente immagini quella dallo sfondo blu con croci rosse e bianche. E invece no, in realtà stai pensando alla Union Jack. La vera bandiera dell’Inghilterra è una croce rossa su sfondo bianco. La differenza non è solo grafica: racconta secoli di storia.

Il vero simbolo inglese: la Croce di San Giorgio

La bandiera dell’Inghilterra è la Croce di San Giorgio: croce rossa su sfondo bianco, semplice ed essenziale. Ma perché proprio questo santo?

Soldato romano martirizzato tra il III e il IV secolo, celebre per la leggenda che lo vuole uccisore di un drago, Giorgio nel Medioevo divenne il santo guerriero per eccellenza. Il suo culto si diffuse anche tra i crociati e la croce rossa su fondo bianco iniziò progressivamente a essere associata a San Giorgio e all’Inghilterra.

Nel 1348 re Edoardo III fondò l’Ordine della Giarrettiera, posto sotto la protezione di San Giorgio, contribuendo a consolidare il ruolo del santo nell’identità nazionale inglese. Da allora, il 23 aprile è festa nazionale.

La curiosità è che quella croce rossa su sfondo bianco era già stata adottata come vessillo dalla Repubblica Marinara di Genova. Un’origine tutta mediterranea per il simbolo più inglese che esista.

La Union Jack: tre nazioni in una bandiera

La bandiera del Regno Unito nel suo insieme è invece la Union Jack – indicata nei contesti ufficiali anche come Union Flag. È il risultato della sovrapposizione grafica di tre croci:

  • la Croce di San Giorgio (rossa su bianco), per l’Inghilterra
  • la Croce di Sant’Andrea (bianca diagonale su blu), per la Scozia
  • la Croce di San Patrizio (rossa diagonale su bianco), per l’Irlanda del Nord

La prima versione della bandiera unificata risale al 1606, quando Giacomo VI di Scozia salì al trono inglese. La forma attuale, con l’aggiunta della croce irlandese, è del 1801. Il Galles, per chi lo nota, non compare: al momento della creazione della bandiera era già parte del regno inglese e non aveva uno stemma separato riconosciuto.

I colori – rosso, bianco e blu – simboleggiano rispettivamente coraggio, purezza e fedeltà.

Una bandiera da record

La Union Jack è uno dei simboli più riprodotti al mondo, ma non solo: è l’unica bandiera ad aver sventolato su tutti i continenti, Antartide compresa, per via dell’espansione dell’impero britannico. Un’eredità visibile ancora oggi nelle bandiere di Australia e Nuova Zelanda, che ne incorporano un angolo.

£: il simbolo della sterlina inglese e la sua storia latina

Il simbolo inglese £ è uno dei più riconoscibili al mondo – e quasi nessuno sa da dove venga. Eppure porta con sé secoli di storia.

Banconote e monete con il volto della Regina Elisabetta II, un dettaglio ravvicinato che mostra il simbolo della sterlina inglese e il conio della moneta inglese.

Dal latino al portafoglio del Regno Unito

È il simbolo della sterlina inglese eppure non ha origini britanniche: £ deriva dalla lettera L corsiva del latino libra, cioè la bilancia, che era l’unità di peso dell’antica Roma. La connessione è diretta: la pound sterling (sterlina) valeva originariamente quanto una libbra d’argento di alta purezza, il cosiddetto argento sterling.

Il termine pound (libbra) rimane quello usato comunemente in inglese ancora oggi, mentre in italiano si usa sterlina, che deriva da sterling. Il simbolo £ è documentato fin dai primi registri bancari britannici, il che ne fa uno dei simboli monetari più antichi ancora in uso al mondo.

La moneta inglese e il codice GBP

Il codice ISO ufficiale della sterlina è GBP (Great British Pound). Quando si parla di simbolo della moneta inglese, il riferimento è sempre al £ – quello che trovi sui cartellini dei prezzi. Nella conversazione quotidiana, però, gli inglesi usano quasi sempre quid, termine informale per indicare una sterlina, di origine incerta, probabilmente dal latino quid pro quo (qualcosa in cambio di qualcosa).

Se sei nel Regno Unito e qualcuno ti dice “it’s five quid”, non immaginare di dover pagare con qualche valuta esotica: sono semplicemente cinque sterline.

Simboli inglesi: icone ufficiali e ‘di fatto’

La bandiera e la sterlina sono i simboli ufficiali, ma l’Inghilterra – come il Regno Unito nel suo insieme – ne ha molti altri che appartengono alla cultura quotidiana e all’immaginario collettivo.

Un caso per tutti: la regina Elisabetta II (con i suoi completi pastello e gli immancabili corgi) contende il titolo di icona britannica per eccellenza persino alla Union Jack. Questo perché la cultura pop ha il potere di trasformare figure storiche e oggetti comuni in simboli intramontabili.

La rosa rossa dei Tudor

La Tudor Rose (rosa Tudor) è il fiore nazionale dell’Inghilterra e uno dei simboli storici più affascinanti. Nasce dalla Guerra delle Due Rose (1455–1485), il conflitto tra la Casa di Lancaster (rosa rossa) e quella di York (rosa bianca) per il controllo del trono inglese.

Quando Enrico VII salì al potere e fondò la dinastia Tudor, unì le due rose in un unico emblema bicolore, come atto simbolico di pacificazione. La rosa rossa rimane ancora il simbolo ufficiale dell’Inghilterra, presente nella cerimonia e nelle insegne di Stato.

Gli animali simbolo

Ogni nazione del Regno Unito ha il suo animale simbolo, e la scelta dice qualcosa sul carattere di chi li ha scelti:

  • Inghilterra: il leone, presente nello stemma reale sin dall’epoca normanna e sui Three Lions della nazionale di calcio dal 1872. Non vive in Gran Bretagna da secoli, ma come simbolo di potere e regalità non ha rivali.
  • Scozia: l’unicorno. Nella tradizione medievale era l’animale più indomabile e fiero, impossibile da catturare – per i re scozzesi il simbolo perfetto di indipendenza. Ancora oggi è l’animale nazionale ufficiale della Scozia.
  • Galles: il drago rosso (Y Ddraig Goch), che campeggia direttamente sulla bandiera gallese – l’unica delle quattro nazioni a portare il proprio animale simbolo sul vessillo nazionale.

Poi c’è un caso a parte, ed è un animale che mette d’accordo inglesi, scozzesi e irlandesi… almeno a tavola: il fish and chips. Nato nell’Inghilterra vittoriana come cibo per i lavoratori, durante la seconda guerra mondiale era uno dei pochi alimenti non soggetti a razionamento. Si racconta che Churchill lo definisse “good companions”, una buona compagnia – anche se la veridicità della citazione rimane incerta.

Difficile trovare un simbolo più popolare e democratico, nonché un piatto più iconico e unificante di tutte le isole britanniche. Rientra a ogni titolo fra le tradizioni inglesi più irrinunciabili.

Dalle strade di Londra: icone nate per caso

Ci sono poi elementi della quotidianità londinese che non hanno avuto bisogno di alcun decreto ufficiale per diventare simboli riconoscibili a livello globale.

  • Le cabine telefoniche rosse (red phone boxes)
    Compaiono a Londra intorno al 1930. Oggi sono quasi tutte fuori uso, mandate in ‘pensione’ dai telefoni cellulari, eppure non sono scomparse, anzi: si sono trasformate in elementi di arredo urbano e attrazione turistica.
  • I double-decker bus rossi e i black cabs
    Gli autobus a due piani che percorrono le strade di Londra da oltre un secolo e i taxi neri dalla forma inconfondibile sono mezzi di trasporto di uso comune diventati landmarks (punti di riferimento) culturali, tanto che li trovi su qualsiasi cartolina, poster e souvenir britannico.
I tradizionali taxi neri di Londra (black cabs) in fila nel traffico cittadino su una strada bagnata, tra i simboli inglesi più famosi della cultura britannica.

Le origini insospettate e i simboli di Halloween in inglese

Halloween è spesso percepita come una festa americana, ma le sue radici sono molto più antiche e, soprattutto, celtiche.

Samhain: da dove viene davvero Halloween

La festa nasce dalla tradizione celtica di Samhain (pronunciato sàuin), che cadeva nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre e segnava la fine del raccolto e l’inizio dell’inverno. Per i Celti, era il momento in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava. Si accendevano grandi falò e si indossavano abiti che rendevano gli umani simili agli spiriti per non essere riconosciuti da questi ultimi.

Con l’arrivo del Cristianesimo, la celebrazione fu assorbita e trasformata nella vigilia di All Saints’ Day (Ognissanti): All Hallowed Eve, poi contratto in Halloween. Nel XIX secolo, gli emigrati irlandesi portarono queste tradizioni in America, dove la festa assunse progressivamente il carattere commerciale e popolare che conosciamo oggi.

Con i suoi costumi, le case decorate e l’immancabile formula trick or treat (dolcetto o scherzetto), la festa è comunque rimasta ben radicata anche nel Regno Unito.

Halloween: qualche vocabolo utile

Conoscere i simboli di Halloween in inglese significa anche capire le parole che li descrivono – alcune hanno radici storiche sorprendenti:

  • Jack-o’-lantern: la zucca intagliata con una candela dentro. Il nome viene da una leggenda irlandese su un personaggio chiamato Stingy Jack, condannato a vagare nel buio con una lanterna ricavata da una rapa (poi sostituita dalla zucca in America).
  • Witch (strega): deriva da wicca, termine che in antico inglese indicava uno stregone o un mago. Con la diffusione del Cristianesimo questa figura assunse connotazioni negative.
  • Haunted house (casa infestata): uno dei simboli classici di Halloween, sia come attrazione sia come costante narrativa della letteratura gotica britannica – da Frankenstein di Mary Shelley ai romanzi di Dickens.
  • Trick or treat (dolcetto o scherzetto): rielaborazione moderna di un’antichissima usanza celtica in cui gli abitanti dei villaggi offrivano cibo agli spiriti – o a chi li impersonava – per tenerli lontani.
Un uomo travestito da vampiro mostra un cartello con la scritta Trick or Treat davanti a decorazioni a tema, illustrando le origini e i simboli di Halloween in inglese.

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Perché conoscere i simboli inglesi conta davvero

Ogni simbolo racconta un pezzo di storia: la Union Jack condensa in un’immagine la formazione dell’identità nazionale; il leone parla di potere medievale; la rosa Tudor di come si chiude una guerra civile; il simbolo £ ci riporta indietro nel tempo fino all’antica Roma e Halloween tramanda una tradizione celtica.

Conoscere queste storie non è un semplice esercizio accademico – è il modo più diretto per capire la cultura inglese prima ancora di atterrare oltremanica. Strati storici, letterari, araldici e popolari si sovrappongono esattamente come le croci sulla bandiera.

E visto che decifrare questi codici culturali va sempre di pari passo con la lingua, se vuoi capire come arrivare a padroneggiare anche l’idioma, esistono ottimi metodi per imparare l’inglese e prepararsi al meglio. Conoscere il significato e l’origine dei principali simboli inglesi ti regalerà un bagaglio culturale prezioso, da affiancare alla valigia vera e propria che forse stai già preparando – o sogni di preparare – per un anno all’estero in Inghilterra. Quando arriverai e ti guarderai intorno, ti sentirai già un po’ a casa.

Annalisa Bruni

Author Annalisa Bruni

Amo viaggiare e far viaggiare gli altri. Editor e autrice di guide turistiche, appassionata di Oriente e sempre curiosa di scoprire nuovi mondi, collaboro con WEP per accompagnare con i miei articoli i lettori che vogliono trasformare in realtà il sogno di un'esperienza all'estero.

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