Ci sono almeno due tipi di persone che cercano un’app per imparare l’inglese: quelle che ne hanno già provate diverse e le hanno abbandonate tutte e quelle che non sanno da dove iniziare. In entrambi i casi, il problema non è la motivazione – è capire quale strumento fa davvero al caso tuo e quanto ti costerà usarlo.
Le migliori app per imparare l’inglese che trovi qui sono divise per approccio – c’è una sezione per chi vuole iniziare, una per chi vuole costruire basi solide e una per chi ha paura di aprire bocca. Per ogni app trovi la descrizione, i punti di forza, i limiti reali e quanto costa davvero usarla.
App per imparare l’inglese da zero: le migliori per iniziare (e non mollare)
Il problema di chi inizia non è la grammatica. È che si studia qualche giorno, poi si smette, poi si ricomincia da capo. Le app in questa sezione sono state scelte per una ragione precisa: funzionano sul lungo periodo, non solo nei primi entusiasmi.
Sono strutturate, accessibili e riescono a fare della costanza un’abitudine piacevole.
01
Duolingo
È l’app per imparare l’inglese più usata al mondo (e non è un caso). Duolingo ha trasformato lo studio di una lingua in qualcosa che assomiglia a un gioco: streak giornalieri, punti esperienza, classifiche settimanali. Sembra un intrattenimento e funziona – costruisce un’abitudine senza che te ne accorga.
Le lezioni coprono ascolto, lettura, scrittura e parlato. Il livello cresce gradualmente e c’è spazio sia per principianti assoluti che per chi vuole riprendere un inglese arrugginito. L’interfaccia è pulita, veloce, usabile bene anche in cinque minuti di attesa alla fermata del bus.
Il limite: arrivati a un certo punto, Duolingo non basta più. La grammatica viene introdotta per osmosi, senza spiegazioni esplicite, e i livelli intermedi-avanzati restano superficiali. Ma come trampolino di lancio, è difficile fare meglio.
Costo: completamente gratuita. La versione Super Duolingo a pagamento rimuove le pubblicità e aggiunge qualche funzione extra, ma non è necessaria per imparare.
Gratuita
02
Babbel
Se Duolingo ti porta a camminare, Babbel ti insegna a correre. Le lezioni sono create da linguisti professionisti, con una progressione precisa e un’attenzione alla grammatica che le altre app tendono a evitare. Non si tratta solo di ‘ripeti questa frase’: si capisce perché quella frase funziona in quel modo.
Gli esercizi di speaking con riconoscimento vocale sono tra i migliori disponibili su app, e ogni lezione dura 10-15 minuti – abbastanza per imparare qualcosa, abbastanza poco da non pesare. C’è anche un focus sulla conversazione quotidiana reale: non “la matita di mia zia è sul tavolo”, ma frasi che potresti usare domani.
È la più strutturata di questa lista, lo si vede nel metodo come nel risultato. Vale l’investimento se stai cercando qualcosa di serio e vuoi una progressione chiara nel tempo.
Costo: abbonamento a pagamento, circa 7-10 € al mese (meno con piani annuali). La versione gratuita è troppo limitata per valutarla: considera Babbel come un’app a pagamento a tutti gli effetti.
A pagamento
03
Mondly
Mondly fa una cosa che Duolingo e Babbel non fanno: ti mette subito davanti a una conversazione simulata. Dall’inizio, l’app ti chiede di rispondere a voce a dialoghi tematici – al ristorante, in aeroporto, in un negozio. Non aspetta che tu sia pronto: ti butta allo sbaraglio e ti corregge mentre parli.
Il riconoscimento vocale è preciso e il feedback è immediato. Ogni modulo è costruito attorno a un contesto reale, il che rende più facile ricordare le parole perché le associ a una situazione concreta. C’è anche una modalità AR (realtà aumentata) per chi vuole qualcosa di più sperimentale.
La grammatica è meno approfondita rispetto a Babbel e alcune lezioni diventano ripetitive. Ma per chi vuole abituarsi a parlare fin dal primo giorno, Mondly è un punto di partenza insolito e più efficace di quanto sembri.
Costo: freemium. La versione gratuita offre un numero limitato di lezioni. Il piano premium sblocca l’accesso completo: circa 10 € al mese, o meno con abbonamento annuale.
Gratuita con funzioni limitate
App per imparare l’inglese in profondità: vocabolario e comprensione autentica
Se hai già preso l’abitudine di studiare, il passo successivo è smettere di fare solo esercizi e iniziare a incontrare l’inglese reale – quello dei podcast, degli articoli, dei film, delle persone.
Le tre app di questa sezione non insegnano dall’ABC: lavorano su vocabolario e comprensione con contenuti autentici, e sono la scelta giusta per chi ha già le basi e vuole costruire qualcosa di solido sopra.
04
Memrise
Memrise è costruita attorno a un’idea semplice: si ricordano meglio le parole se le si sente pronunciare da persone vere, non da voci sintetiche. Include video brevi di madrelingua che usano quelle parole nella vita di tutti i giorni – in cucina, per strada, in conversazioni normali. L’effetto è diverso da qualsiasi flashcard o lista scritta.
Quello che la distingue davvero è la qualità dei contenuti: non frasi costruite apposta per un corso, ma lingua usata davvero. Con il tempo l’app impara cosa fai fatica a ricordare e te lo ripropone – ma è il materiale autentico a fare la differenza, non l’algoritmo.
La grammatica è quasi assente – Memrise non è lo strumento giusto se cerchi regole e struttura. Ma per costruire un lessico ampio e genuinamente utilizzabile, è tra le migliori app gratuite per imparare l’inglese disponibili oggi.
Costo: la versione gratuita è ricca e funzionante. Il piano a pagamento aggiunge l’accesso offline e funzioni extra, ma non è indispensabile per imparare.
Prevalentemente gratuita
05
Busuu
Busuu ha una caratteristica unica in questa lista: i tuoi esercizi scritti vengono corretti da madrelingua reali, che lasciano commenti personalizzati. Non un algoritmo, non un testo preregistrato – persone vere che leggono quello che hai scritto e ti spiegano cosa non va. È un tipo di feedback che le altre app semplicemente non offrono.
La struttura didattica è solida: lezioni graduate per livello, esercizi di comprensione scritta e orale, vocabolario in contesto. Per chi si prepara a un esame, sono disponibili certificazioni di completamento del corso.
Le funzioni migliori sono premium, ma anche la versione gratuita è usabile. Chi cerca un’app che unisce studio strutturato e contatto umano troverà in Busuu qualcosa di difficilmente replicabile altrove.
Costo: freemium. La versione gratuita permette di accedere a lezioni base e alle correzioni della community. Il piano a pagamento (circa 7 € al mese con abbonamento annuale) sblocca tutto il percorso e le certificazioni.
Prevalentemente gratuita
06
LingQ
LingQ parte da una premessa diversa da tutte le altre: si impara una lingua leggendo e ascoltando molto, non facendo esercizi. La libreria include articoli, podcast, racconti e contenuti autentici di ogni livello. Man mano che leggi, il vocabolario sconosciuto si evidenzia e puoi salvarlo, ripassarlo e tracciare i progressi nel tempo.
È l’app più adatta a chi è già a un livello intermedio e si è stancato degli esercizi artificiali. Con LingQ puoi leggere un articolo di giornale in inglese, imparare le parole nuove nel loro contesto reale – non isolate in una lista, ma dentro una frase che ha senso. Funziona benissimo in abbinamento alle serie TV in inglese che già segui, per studiare dialoghi autentici.
Non è la scelta giusta per chi parte da zero: senza una base minima, i testi risultano frustranti. Ma per chi vuole uscire dalla grammatica scolastica e iniziare a vivere la lingua, è uno degli strumenti più efficaci in circolazione.
Costo: la versione gratuita è molto limitata: il numero di parole salvabili è ristretto al punto da rendere l’app inutilizzabile per uno studio serio. Per risultati più concreti, serve il piano premium, circa 8 € al mese con abbonamento annuale. È di fatto un’app a pagamento.
Gratuita con funzioni limitate
Le migliori app per imparare a parlare inglese: pronuncia e conversazione
Saper leggere l’inglese è una cosa. Saperlo parlare è un’altra. Molte persone studiano per anni e poi si bloccano davanti a una conversazione reale – non perché non sappiano la grammatica, ma perché non si sono mai allenate a rispondere in tempo reale, a gestire l’imbarazzo di sbagliare, a capire chi parla veloce con un accento inaspettato.
Le app di questa sezione esistono esattamente per questo.
07
Tandem
Tandem non è un corso: è una comunità. Ti mette in contatto con persone di tutto il mondo che vogliono imparare l’italiano mentre tu vuoi imparare l’inglese. Da lì in poi dipende da te – si pratica via chat, messaggi vocali o videochiamata, con la libertà di scegliere orari e argomenti.
Non c’è struttura didattica e va bene così: Tandem non insegna l’inglese, ti dà uno spazio per usarlo. La differenza tra ‘studiare’ e ‘parlare davvero’ è enorme, e Tandem è uno dei modi più diretti per colmarla. Senza pagare niente, senza orari fissi, senza la pressione di un’aula.
Il limite è la proattività richiesta: devi cercare i tuoi partner, proporre conversazioni, gestire i silenzi imbarazzanti. Ma è esattamente il tipo di allenamento che torna utile quando ti trovi in un anno all’estero in Inghilterra e devi cavartela solo con le tue parole fin dal primo giorno.
Costo: gratuita nelle funzioni principali. Il piano pro aggiunge filtri avanzati per trovare partner e la possibilità di prenotare tutor a pagamento, ma non è necessario per scambiare conversazioni con altri utenti.
Gratuita
08
ELSA Speak
ELSA – English Language Speech Assistant – fa una cosa sola, ma la fa meglio di chiunque altro: ti insegna a pronunciare l’inglese correttamente. Usa l’intelligenza artificiale per analizzare la tua voce, identificare i suoni che pronunci in modo scorretto e guidarti verso la pronuncia giusta – fonema per fonema, se necessario.
È pensata per chi ha già una base grammaticale e un vocabolario, ma si accorge che i madrelingua faticano a capirlo. O per chi vuole suonare più naturale, ridurre l’accento italiano, capire la differenza tra inglese britannico e americano. Gli esercizi sono brevi e mirati, il sistema di feedback tra i più precisi su app.
Per chi punta a imparare l’inglese con un obiettivo concreto – un esame, un colloquio, un soggiorno all’estero – ELSA è uno strumento che difficilmente si trova altrove. Non sostituisce un corso, ma integra quello che nessun corso insegna abbastanza: come suonare credibile quando parli.
Costo: la versione gratuita offre alcune lezioni giornaliere – abbastanza per capire se il metodo funziona. Il piano premium (circa 7 € al mese con abbonamento annuale) dà accesso a un catalogo ampio di esercizi.
Gratuita con funzioni limitate
09
Praktika
Praktika è l’app più recente di questa lista e, probabilmente, quella che dà l’idea più concreta di come sarà l’apprendimento linguistico nei prossimi anni. Usa avatar basati su intelligenza artificiale per simulare conversazioni reali in contesti diversi: un colloquio di lavoro, un check-in in albergo, una cena con amici madrelingua. Ogni avatar ha personalità, accento e ritmo propri.
La cosa notevole non è solo la tecnologia, ma l’effetto pratico: ti abitua a rispondere senza pensarci troppo, a reggere il ritmo di una conversazione vera, a non andare nel panico quando non capisci subito una parola. È il tipo di allenamento che si avvicina di più a quello che succede nella realtà – e che nessun esercizio su carta può replicare.
È ancora un’app in evoluzione e alcune funzioni sono in sviluppo. Ma per prepararsi a conversare davvero – non solo a compilare test – Praktika merita un posto nella routine, affiancata a qualcosa di più strutturato come Babbel o Busuu.
Costo: freemium. La versione gratuita include un numero limitato di conversazioni al giorno. Il piano a pagamento sblocca l’accesso illimitato e tutti gli scenari disponibili al costo di circa 9-10 € al mese con abbonamento annuale.
Gratuita con funzioni limitate
App gratuite per imparare l’inglese: il punto chiaro sui costi
App |
Costo indicativo |
Adatta a |
| Duolingo | Gratuita | Chi inizia da zero |
| Babbel | ~7-10 €/mese | Chi vuole struttura e grammatica |
| Mondly | ~10 €/mese | Chi vuole parlare subito |
| Memrise | Gratuita | Chi vuole vocabolario autentico |
| Busuu | ~7 €/mese | Chi vuole feedback umano |
| LingQ | ~8 €/mese | Livello intermedio-avanzato |
| Tandem | Gratuita | Chi vuole conversare con madrelingua |
| ELSA Speak | ~7 €/mese | Chi vuole migliorare la pronuncia |
| Praktika | ~9-10 €/mese | Chi vuole simulare conversazioni reali |
Un breve riepilogo sui costi: i prezzi riportati in questo articolo sono indicativi e soggetti a variazioni – verifica sempre il costo aggiornato direttamente sull’app prima di abbonarti.
‘Gratuita’ non significa sempre la stessa cosa.
Davvero gratuite (funzionano bene senza pagare): Duolingo, Memrise, Tandem.
Gratuita con funzioni limitate (la versione free è usabile ma limitata): Mondly, Busuu, ELSA Speak, Praktika.
Di fatto a pagamento (la versione free non basta per imparare seriamente): Babbel, LingQ.
Il consiglio pratico
Inizia sempre dalla versione gratuita.
Se dopo 2-3 settimane senti che lo strumento funziona per te, considera l’abbonamento.
Se ti senti bloccato, valuta se il problema è l’app o il metodo – spesso combinare due app gratis per imparare l’inglese (una per il vocabolario, una per la conversazione) dà risultati migliori di un singolo abbonamento premium.
Le migliori app per imparare l’inglese: e dopo?
Chi arriva in fondo a un articolo come questo di solito è partito da una domanda precisa: qual è la migliore app per imparare l’inglese, o qual è la migliore app gratuita per imparare l’inglese. La risposta c’è ed è diversa per ognuno. Ma c’è una cosa che nessuna app può fare: portarti oltre un certo punto.
Arriva un momento in cui la grammatica c’è, le parole ci sono, ma la conversazione reale fa ancora paura. In cui si capisce tutto ciò che si legge, ma i film in inglese sembrano ancora in un’altra lingua. Non è un fallimento – è il segnale che si è cresciuti abbastanza da compiere il passo successivo.
Si può approfondire con libri per imparare l’inglese scelti per il proprio livello. O si può fare la cosa che cambia tutto: studiare un periodo in Regno Unito – esplorare le tradizioni inglesi, i riferimenti culturali, il modo in cui le persone parlano davvero. Dove l’inglese smette di essere un esercizio e diventa lo strumento con cui ci si orienta ogni giorno.
Le app costruiscono le basi. L’esperienza diretta costruisce la lingua.


